Lucio Bianco, Paolo D’Anselmi – Il vantaggio dell’attaccante. Ricerca e innovazione nel futuro del Belpaese (2016)

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In tempi di crisi economica, la discussione sulla ricerca scientifica langue. Eppure niente come la ricerca può rilanciare l’economia sul lungo periodo, conseguendo un miglioramento strutturale e duraturo: il modello dello «sviluppo senza ricerca», su cui si è basato prevalentemente il nostro paese nel passato, ha perso ormai validità. È su questi temi che riflette Lucio Bianco, insieme a Paolo D’Anselmi, con uno sguardo focalizzato sul contesto attuale della ricerca in Italia e nel mondo, attraverso un confronto dettagliato con alcuni paesi che è bene tenere sotto osservazione: questi costituiscono modelli vincenti, da seguire e fare nostri, tenendo conto non solo delle debolezze, ma anche dei tanti punti di forza di cui disponiamo. Ne emerge un quadro sorprendente, che ribalta diversi luoghi comuni – tra tutti quello della cosiddetta «fuga dei cervelli», che si rivela fenomeno mediatico più che specchio veritiero della situazione italiana – e consente di cogliere gli elementi da salvare e quelli su cui intervenire. Dall’analisi scaturisce una serie di proposte operative, anche eterodosse, rivolte alla politica e alla stessa comunità scientifica. Sono scelte chiare, come osserva Giuseppe De Rita nella Prefazione, «volte a prendere per mano un sistema piccolo e gracile e farlo crescere a livello di media dimensione europea »: rafforzare il legame tra formazione e attività di ricerca; garantire all’università finanziamenti adeguati; liberare il Cnr dalle recenti riforme «vessatorie», restituendo invece la gestione della ricerca alla comunità scientifica; sviluppare iniziative aperte all’esterno e alla presenza di enti pubblici e privati; incentivare la ricerca industriale; promuovere una ricerca «non strumentale» e orientarla di nuovo verso obiettivi di interesse collettivo, imparando dai successi del passato. La ricerca scientifica sposta la frontiera delle conoscenze di un paese: per questo non si può prescindere da essa per perseguire lo sviluppo economico, per questo è necessaria. Per questo, ancora, la ricerca è una strada obbligata, se non si vuole rimanere indietro per sempre.
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